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Allestire un acquario ecosostenibile di acqua dolce


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L’allestimento ed il successivo arredo di un acquario di acqua dolce non è un’attività semplice, né tantomeno banale.

Iquitos - mangimi tropicali - Colombo

Occorre, prima di tutto, essere pazienti e non voler fare tutto di corsa perché, come spesso accade anche in altri ambiti della vita quotidiana, la fretta è nemica della buona riuscita delle nostre opere. Dopodiché, risulta necessario informarsi per bene e chiedere a chi di dovere delle delucidazioni tecniche su ciò che vogliamo fare e sulle dimensioni, oltre che sulle caratteristiche, che abbiamo in mente per il nostro acquario. Non tutti gli acquari, infatti, sono uguali e per ciascuno di essi è meglio attenersi a regole specifiche per evitare di commettere errori, a volte, anche grossolani.

Iniziamo, ovviamente, scegliendo con attenzione il posto in cui situarlo. Vicino ad una presa di corrente, con uno spazio intorno sufficiente per poter accedere alla vasca e posizionare tutta l’attrezzatura esterna (come i filtri e la pompa).

Una volta rispettate, quindi, queste piccole premesse, veniamo agli elementi da porre in vasca per allestire ed arredare il nostro acquario.

Innanzitutto, le rocce. Quelle più grandi vanno poste direttamente sul fondo della vasca, impedendo così un eventuale, ed indesiderato, crollo. La ghiaia, invece, va sistemata in terrazze o gradini degradanti dal retro verso la parte anteriore dell’acquario,  preferibilmente da una estremità all’altra (se la dimensione della vasca lo permette).

Immancabile, poi, nell’acquario deve essere il filtro. Meglio preferire, però, soluzioni e prodotti ecologici di tal fatta, così come, talvolta, in caso di bisogno si può ricorrere ad un attivatore biologico, volto ad assicurare una veloce attivazione biologica del filtro dell’acquario.

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In questo modo, il vostro acquario sarà allestito perfettamente, ma il lavoro di manutenzione dovrà essere continuo ed i costi legati ad esso, insieme all’impatto ambientale, potrebbero essere notevoli.

Come creare quindi una autovasca che non necessiti di un’eccessiva manutenzione, di filtri e che abbia il più basso impatto ecologico possibile?

Non sarà semplicissimo: bisognerà seguire regole precise, fare attenzione ai più minimi dettagli ed i tempi di avvio saranno più lunghi.

Soprattutto per gli acquariofili più esperti, però, potrebbe essere un esperimento divertente e stimolante.

L’acquario dovrà contenere una numerosa quantità di piante a discapito invece dei pesci, che dovranno essere ridotti notevolmente.

Piante a crescita veloce e microfauna vi permetteranno infatti di far crescere i vostri pesci alimentandoli pochissimo.

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Pesci come i Danio Margaritatus ad esempio, in una vasca allestita in questo modo, sono in grado di crescere autonomamente (stando però ovviamente attenti che non manchi la microfauna necessaria) anche in acquari tenuti all’esterno con temperature che non vadano al di sotto dei 10°.

Creare un acquario senza rinunciare all’ecosostenibilità è quindi possibile, ma, creare delle regole e linee guida generali viste le peculiarità di ogni pianta e pesce, non è verosimile.

Nonostante ciò, la creazione di autovasche sta ormai diventando un fenomeno sempre più sperimentato e in voga. L’eliminazione di filtri, luci e soprattutto la creazione di un acquario che sia ecosostenibile ed attento ai consumi secondo noi sarà infatti una delle grandi sfide degli acquariofili di domani.


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