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La guida definitiva dei NanoReef con metodo berlinese


Integrazioni

In un nanoreef, data la ridotta popolazione, sovente si riesce a sopperire al consumo di Calcio e Magnesio solo con i cambi d’acqua periodici. Nel caso il consumo sia invece superiore a quello che possiamo reintegrare con i cambi, si possono adottare i tradizionali metodi che si utilizzano nelle vasche più grandi. Il metodo più pratico è usare l’integratore bi componente chiamato A+B, eventuali altri metodi come balling e reattore di calcio necessitano di spazi che sovente in un nanoreef non abbiamo. Tutti i metodi sopra elencati, devono essere utilizzati sempre basandosi su test effettuati in vasca. Potete approfondire questo l’interessante argomento delle integrazioni cliccando qui.

Invertebrati

Non solo si possono inserire i coralli, ma una grande popolazione di altri invertebrati abita nei nostri nanoreef. Questi sono piccolissimi animali che introduciamo con le rocce vive (anfipodi, piccoli vermi, piccoli spirografi e molto altro) ma anche animali che introduciamo volontariamente e possono addirittura sostituire i pesci per quanto riguarda la loro bellezza e l’interesse, questi sono lumache, stelle marine (in nanoreef di almeno 90-100 litri), paguri, gamberetti, ricci…

paguro calcinus elegans

paguro calcinus elegans

È proprio negli acquari più piccoli infatti che tutti questi piccoli invertebrati vengono notati maggiormente e possono arricchire la vasca con la loro presenza. Inoltre paguri e lumache, ad esempio, aiutano a tenere pulita la vasca e per questo è consigliabile inserirne anche dal punto di vista pratico e non puramente estetico.

Movimento

Pompa Tunze Nanostream, adatta per piccoli acquari, recensita anche da noi di danireef.com

Pompa Tunze Nanostream, adatta per piccoli acquari, recensita anche da noi di DaniReef

Il metodo berlinese prevede un movimento pari a 20 volte il volume della vasca per i coralli duri SPS, che può ridursi a 10 volte per molli ed LPS. La soluzione migliore sarebbe quella di alternare due pompe ogni sei ore per simulare le maree. In caso di vasche veramente molto piccole è però possibile piazzare anche una sola pompa, a patto che non vi siano zone ristagnanti. Proprio perché abbiamo poco spazio a disposizione bisogna stare molto attenti nella disposizione dei coralli, cerchiamo di piazzare quelli che apprezzano di più la corrente vicino al getto della pompa e quelli che vogliono le acque più calme nelle zone a loro più idonee.

Rocce vive

Per quanto riguarda il quantitativo di rocce necessarie ci si può basare sulla facile regola di mettere 1 kg di rocce per 7 litri di vasca. Una vasca da 70 litri necessita quindi di circa 10 kg di rocce. A dipendenza degli ospiti si può salire fino ad 1 kg ogni 5 litri o scendere fino ad 1 kg ogni 10 litri. Da considerare però che in acquari molto piccoli il quantitativo di rocce non deve essere troppo esiguo.

Le rocce inoltre dovrebbero avere un certo spessore per permettere ai batteri di eseguire le reazioni chimiche anaerobiche.

Rocce vive freschissime, appena arrivate.

Rocce vive freschissime, appena arrivate

Schiumatoio

È essenziale quando ci troviamo in presenza di pesci, a meno che non siamo disposti a cambiare grosse quantità d’acqua molto spesso. Inoltre è previsto dal metodo berlinese per eliminare lo sporco prima che venga trasformato chimicamente dai batteri. Lo schiumatoio aiuta anche lo scambio gassoso con la superficie.

Il metodo di gestione di un nanoreef senza schiumatoio è detto naturale e si discosta quindi dal berlinese.

Schiumatoio e reattore di calcio per nanoreef da LGMAquari

Schiumatoio e reattore di calcio per nanoreef da LGMAquari

Pesci

Amphiprion ocellaris

Amphiprion ocellaris, un nanoreef di grosse dimensioni può essere adatto ad ospitare addirittura una coppia di “Nemo”.

Pochi, anzi pochissimi. Sotto i 40 litri niente pesci. A partire da 40 litri si può inserire un pesce di piccole dimensioni e con poche esigenze di nuoto. In ogni caso in un nanoreef non si va spesso oltre una coppia di pesci.

Questo non solo per non sovraccaricare il sistema e ritrovarsi con un inquinamento non accettabile, ma anche per poter dare lo spazio necessario a dei pesci che in natura hanno a disposizione chilometri e chilometri di barriera corallina.

Alcuni pesci che spesso vengono inseriti nei nanoreef sono il pesce pagliaccio (Amphiprion ocellaris), il piccolo Gobiodon okinawae, Chromis viridis, Ecsenius bicolor, Nemateleotris magnifica e decora, Gramma loreto e Synchiropus splendidus, quest’ultimo solo in nanoreef di 90-100 litri però. La scelta però è molto più vasta e meriterebbe un articolo dedicato, per cui vi consigliamo questo semplice ebook in inglese che parla dei 100 pesci adatti ai nanoreef, noi in ogni caso ne abbiamo parlato qui.

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Peso

Al contrario di un acquario di grosse dimensioni non dovrete preoccuparvi della tenuta del pavimento della stanza in cui posizionerete l’acquario. Al contrario tenete in considerazione la stabilità del mobile, in quanto il peso minore e la forma spesso sottile dell’acquario lo renderà più propenso a rovesciarsi se urtato.