APPROFONDIMENTI

A volte i negozianti sono i peggiori nemici di se stessi


Ricevo spesso email dagli acquariofili per risolvere determinati problemi o per avere consigli a tutto campo su questo o quell’accessorio, oggi, con il consenso dell’acquariofila in questione, vorrei presentarvi un caso che mi ha fatto molto pensare e che spero possa essere di aiuto a tutti voi.

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Ma prima un piccolo inciso. Io credo fermamente che l’acquariofilia in Italia non possa vivere senza i negozianti, i negozianti paradossalmente sono la spina dorsale di questo hobby. Senza di loro saremmo nudi. Spesso su internet e nei vari forum, come Acquaportal e ReefItalia (ora Acquaritalia), si danno eccessive colpe ai negozianti e si generalizza troppo considerando tutti i negozianti quasi ugualmente incapaci solo per il fatto che siano negozianti. Io credo che la verità stia nel mezzo. Un po’ degli utenti che non si documentano prima e si fanno magari spaventare da prezzi troppo alti richiesti loro senza magari troppe spiegazioni, e da una impreparazione di alcuni negozianti, ma vorrei sottolineare non di tutti, nella gestione di un acquario marino.

Iquitos - mangimi tropicali - Colombo

Questa che vi riporto è uno stralcio di una discussione che vorrei presentarvi per fare poi delle considerazioni finali assieme a voi.

“Ciao, … ci siamo appena avventurati nel mondo dell’ acquario marino… abbiamo una vasca da 180 lt. e dopo aver messo rocce e raggiunto i valori che la negoziante ha ritenuto adeguati, abbiamo iniziato a introdurre i vari ospiti: un paguro, un synchiropus splendidus, valenciannea.”

e già qui si dovrebbero tirare le orecchie al negoziante… certo non saranno passati i trenta giorni canonici, capisco il paguro, ma due pesci che alla fine si cibano di quello che trovano sulla sabbia, perché? Perché il Synchiropus mandato a morire così?

“dopo qualche giorno il flavescens, hepatus, leucosternon, il cantigaster. successivamente abbiamo introdotto una coppia di ocellaris e due piccolini e un bicolor. quando abbiamo introdotto i gamberetti rossi e bianchi e rossi sono iniziati i problemi: il pacifico cantigaster se li è mangiati nel giro di una sera!”

Tanti pesci in un acquario da 180 litri lordi… sono troppi e di taglia spropositata. Tre chirurghi in una vasca che non è adatta neppure per uno solo. Ed un Leucosternon che è notoriamente un pesce molto “problematico”.

“allontanato il cantigaster perchè ormai era diventato “spaventoso”, abbiamo poi introdotto un bellissimo japonicus. quast’ultimo ha tenuto isolato il leucosternon e lo ha portato alla morte mordendolo, nel giro di una notte.”

Purtroppo niente di nuovo sotto il sole.

“abbiamo quindi allontanato quest’altra bestia. Da qualche tempo i pesci presentavano però dei puntini bianchi, che la negoziante ha definito stress, che dopo alcuni giorni sembravano diminuire.”

Ovviamente troppi pesci inadeguati per una vasca così piccola sviluppano stress che si manifesta tramite i “famosi” puntini bianchi, che siano poi la manifestazione di Cryptocarions irritans piuttosto che Oodinium in questo caso è totalmente irrilevante. Lo stress si manifesta con i puntini bianchi, noi dobbiamo curare la causa, ovvero quello che scatena i puntini bianchi non i puntini bianchi in se.

“abbiamo trovato il flavescens e gli ocellaris morti perchè il filtro ha perso qualche sostanza in acqua( i nitrati erano altissimi). ristabiliti i valori i pesci sono comunque morti quasi tutti.siamo scoraggiati e non sappiamo come procedere….ti chiediamo dunque un consiglio! grazie per l’attenzione ciao”

Purtroppo le cose, come è logico aspettarsi, sono peggiorate. Troppi pesci in assenza di schiumatoio, alzano i valori di nitrati, nitriti e ammoniaca. Anche se è probabile che i pesci siano morti e siano stati essi stessi causa dell’innalzamento degli inquinanti.

Dopo questa email ho quindi chiesto di conoscere meglio la vasca e di avere delle foto della vasca per poter valutare la situazione prima di potermi esprimere. Ma ho ricevuto prima questa altra email

“Ciao! ti ringrazio della risposta, anche se ho potuto leggerla solo adesso… nel frattempo le cose in acquario sono leggermente cambiate… morti tutti i pesci tranne hepatus, gamberetti e paguro, abbiamo inserito ( i valori analizzati dalla negoziante erano perfetti) nuovamente uno splendidus come pesce civetta, è sopravvissuto per alcuni giorni, ma poi è morto.  La negoziante ci ha però rassicurati dicendo che potevamo comunque inserire altri pesci: un flavescens, un bellissimo bicolor, un imperator cubicus, il valenciannea, un riccio.”

Già inserire un Synchiropus come pesce civetta quando non ha speranza di mantenerlo vivo se non in presenza di abbondante fauna bentonica di cui si ciba è un azzardo, ma poi se questo muore si consiglia di inserire tanti altri pesci? Non ne capisco la logica.

“Come invertebrati invece abbiamo provato ad inserire una cavularia virdis( che non si è ancora aperta). I pesci, sempre con qualche puntino che andava e veniva, sembravano essersi ambientati bene. Il primo dell’anno mio papà ha voluto spostare una roccia…dopo qualche ora i pesci erano morti tutti, tranne riccio, gamberetti e valenciannea che si sono ripresi. La negoziante, una volta fatte le analisi della acqua, ha detto che c’erano tracce di sapone e il ph era altissimo…in effetti dopo aver spostato la roccia mio papà si è lavato le mani e disinfettato con l’amuchina gel. Qualche minuto dopo ha rimesso, senza pensarci, le mani in vasca per spostare l’areatore…sarà davvero stata questa la causa della moria?? abbiamo messo in acqua due confezioni di bacter per ristabilire i valori. Ora attendiamo il da farsi.Domani controlliamo ancora i valori, ma siamo abbastanza demoralizzati… l’acquario forse non fa per noi….!”

Certo lavarsi le mani e poi metterle in vasca non è salutare, ma non credo che un po’ di amuchina sia un problema così grosso per un acquario, soprattutto non tale da creare una moria di massa. Ma, al di là di questo problema contingente, è l’organizzazione dell’acquario il problema. Se l’acquario è organizzato in questo modo, l’epilogo è scontato a prescindere.

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Infine la descrizione dell’acquario

“Ciao, l’acquario è un Tenerif Stilus plus, Askoll. filtro Pratiko, Askoll. Somministriamo 12 gocce Fishtamin Sera. Cibo: Gourmet Nori, Sera, Biofish food herbal, Artemia e coral food, Dupla Rin.
Ci piacerebbe un acquario con pesci e invertebrati… come pesci vorremmo rimettere quelli che avevamo, se è possibile, (Flavescens, Leucosternon, hepatus, ocellaris, bicolor e il cubicus) più alcuni pesci di contorno. Però se puoi consigliarne altri…come invertebrati qualcosa di facile… Magari crearne uno come il tuo… In miniatura! ti mando una foto di quando c’era un pò di vita..e una di come è adesso.”

Le mie considerazioni sono quindi state le seguenti
“Ho visto le foto ed ho letto quanto mi hai scritto. Mi sono anche informato sul tuo acquario Tenerif Stilus plus. Allora, il tuo acquario, che misura 120x40x50 ovvero 240 litri lordi, quindi è probabile attorno ai 180 litri netti, non è purtroppo assolutamente adatto ad un acquario marino nella maniera più assoluta. Soprattutto è impossibile tenerci invertebrati mentre si potrebbero tenere i pesci solo con grandi sforzi, perché manca del tutto la parte filtrante, a meno che non sia stata modificata da te con l’inserimento di una sump e di uno schiumatoio. Il mio consiglio è di acquistare il libro ABC dell’acquario marino di barriera che puoi ad esempio trovare qua: .

In pratica, per darti qualche nozione veloce, per tenere gli invertebrati, ovvero i coralli colorati come quelli che vedi nel mio sito, con una minima probabilità di sopravvivenza e con il mantenimento dei colori, devi seguire il Metodo Berlinese, che dice di avere circa 1kg di rocce vive per circa 7 litri di acqua lordi dell’acquario, ovvero nel tuo caso 240/7=34 kg, quando ad occhio ne hai fra i 15 ed i 20 kg. Poi di avere uno schiumatoio adatto alla vasca, che non hai, una forte illuminazione, che non hai, un forte movimento, che non hai, reintegrazione di calcio e carbonati, che presumibilmente non fai, utilizzo di carbone attivo che forse hai.

Come vedi manca tutto, dalle basi alla sostanza.

Per darti una idea per tenere coralli duri colorati dovresti avere fra i 6 e gli 8 neon t5, altrimenti con meno puoi aspirare a coralli Lps e molli, con quello che hai invece fai fatica (se non sbaglio hai solo due neon in dotazione da 39 watt), poi andrebbero utilizzati neon di buona fattura, ma non so che modello tu stia impiegando, ma dubito che, visto l’allestimento complessivo, tu li abbia.

Il filtro che hai, presumibilmente il pratiko, è inadatto ad un acquario con inverebrati perché è in sostanza una fabbrica di nitrati. Il suo compito, essendo un filtro puramente biologico, è quello di creare nitrati, lo fa bene, ma poi i nitrati devono essere tolti dall’acqua. E questo è poco compatibile con i coralli.

Se volessi allevare solo pesci dovresti affidarti ad una forte filtrazione chimica, associata al filtro che hai, con cambi d’acqua molto importanti, rimanendo conscia di avere un’acqua mediamente tollerata dai pesci ma non dai coralli. Sarebbe quindi molto difficile mantenere dei pesci quindi, ma fattibile.

Però devi inserire pesci che siano coerenti con il tuo acquario, quindi NESSUN pesce chirurgo, prima o poi morirebbero tutti, la tua vasca è troppo piccola per contenerli. prima o poi diventerebbero aggressivi e morirebbero, inoltre hai tanti pesci ma non hai schiumatoio, quindi è presumibile che vi sia un alto livello di ammoniaca in acqua che tende a stressare ed uccidere i pesci. Non è certo la colpa di tuo padre come avevi scritto ad aver ucciso i pesci. In un acquario come il tuo pochi pesci e piccoli. Si ad un centropyge, una coppia di pagliacci, ma poco altro. Una filtrazione con zeolite potrebbe essere auspicabile per diminuire i livelli sicuramente alti di ammoniaca.

Se vuoi continuare sulla strada dei pesci devi prima di acquistare altro, adeguare la vasca, capire cosa allevare e poi ripartire. Conscia che però spenderai tanti soldi per avere un risultato che sarà sempre e solo mediocre.

Che altro aggiungere?

Io generalmente sono, come detto in apertura, molto dalla parte dei negozianti perché ritengo siano insostituibili nell’acquariofilia in Italia. Ma in questo caso, cosa avrebbe potuto fare di peggio il negoziante? Sempre sperando che la nostra amica acquariofila trovi la forza di continuare in questo magnifico hobby.

Ovviamente non faccio nomi perché un singolo caso non fa’ letteratura come si dice. Ma spero che serva di esempio ad altri che vogliono gettare le basi per un acquario marino.

Aspetto con ansia i vostri commenti su questo caso e se siate o meno d’accordo con la mia conclusione che spesso i negozianti sono i peggiori nemici di se stessi.


5 commenti on A volte i negozianti sono i peggiori nemici di se stessi

  1. Marco Della Santina

    Ciao Dani,
    Vengo da una situazione molto analoga.
    Per 2 anni e 6 mesi ho portato avanti una vasca simile a quella descritta. Vendutami proprio allo stesso modo da una negoziante, tra l’altro amica intima (da ciò si presume che spesso la “cattiveria” dei venditori spesso è più IGNORANZA che sete di soldi).
    Quello che posso consigliare alla ragazza è di partire per un paio di anni con questa vasca e farsi “la pelle”, innanzitutto aprendo la vasca (togliendo il coperchio.. Operazione semplice), inserire una plafoniera neon da 6 t5 se vuole coralli lps o molli, assolutamente inserire uno schiumatoio da appendere al vetro (io usavo il deltec) ed infine di togliere il filtro biologico (lo dico x esperienza, dopo averlo tolto è inserito diverse volte ho deciso di eliminarlo).
    Comprarsi un impianto ad osmosi e farsi da soli i test penso faccia risparmiare e soprattutto non si subisce l’incapacita del negaziante, tenendo in costante controllo i propri valori.
    Dopo aver aggiunto diversi pesci, anch’io sotto consiglio della negoziante, sono giunto alla conclusione che piu di 3-4 pesci (ocellaris e un hepatus)ed un gambero non possano convivere. Odio veder soffrire i pesci quindi spesso li ho riportati indietro a discapito più del mio portafoglio che di quest’ultimi. Le uniche morti sono state dei pesci da fondo come il Synchiropus e li sconsiglio vivamente in questo tipo di vasche.
    Condivido appieno il discorso roccie e movimentazione dell’acqua.
    Concludo dicendo di non farsi abbattere, di non continuare a spendere soldi inutilmente e di non far soffrire più quelle creature, se possibile, piuttosto meglio abbandonare l’ “impresa”. Poi, come ho fatto io, se capisce di amare questa passione, dopo 2 o 3 anni potrebbe cambiare la vasca, le attrezzature e così passare a qualcosa di più impegnativo ma sicuramente più gratificante (sono passato ad una vasca da 420L netti).
    Sicuramente con una vasca “aggiustata” da dolce a marino si avranno sempre problemi di valori dell’acqua e di conseguenza problemi di alghe e cianobatteri.

    Ps: probabilmente se la mia amica negoziante nn mi avesse fatto cominciare con una “bufala” da 200 euro e mi avesse detto che ne avrei dovuti spendere qualche migliaia, non sarei mai diventato un acquariofilo (..da rifletterci!!).

  2. jonathan betti

    Non ho parole! o quasi… io credo che un minimo bisognerebbe informarsi prima di fare acquisti insensati solo fidandosi del negoziante, soprattutto se si è allinizio … il libro citato è stato per me fondamentale.. penso che il negoziate si sia dato la zappa sui piedi, perchè presto o tardi il cliente se ne accorgerà dei consigli sbagliati…. e chi s’è visto s’è visto !! ciaoooooooooooooo

  3. Simuz

    Sostanzialmente credo che il problema del fidarsi sia che chi non ha NESSUNA esperienza pensa di comprare un acquario come compra una pianta. Chiedi al fioraio: resiste all’inverno o la metto dentro? Quanta acqua? Quando cambio il vaso? Purtroppo non è così. Ma immaginate che c’è chi non ne ha la minima idea…

    È successa una cosa simile col primo dolce di mio fratello più di dieci anni fa… Sembrava bastasse mettere l’acqua, i pesci e fare un cambio ogni tanto. Poi morivano e la risposta era: “ogni tanto capita, prendetene altri”. Poi il negozio ha chiuso.

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