ARTICOLI

Tunze Stream 6105, Recensione


Le Tunze Stream 6105 possono essere considerate come il prodotto di punta delle pompe Tunze, nel senso che sono indicate per quegli acquari fra 300 e 400 litri che probabilmente sono quelli più utilizzati dagli acquariofili cosiddetti evoluti. Cioè quelli che hanno un acquario più grande di un nanoreef ma, purtroppo, più piccolo dei 500 e più litri che si possono trovare in giro.

Quindi hanno ancora a disposizione un discreto bacino di utenza soprattutto in considerazione del fatto che gli acquari da 120 cm di lunghezza sono quelli che probabilmente hanno il miglior rapporto qualità-prezzo-prestazioni per mantenere i coralli duri sps, primo target di queste pompe.

Iquitos - mangimi tropicali - Colombo
Le pompe sono elettroniche, per poter essere comandate in ogni loro piccolo particolare, funzionano fra 12 e 24 volt e sono in grado di erogare una portata dichiarata fra un minimo di 3.000 litri ora ad un massimo di 13.000 litri ora. Il consumo di energia massimo è indicato in 35 watt. In mancanza di altri dati possiamo dire che alla massima potenza la loro efficienza si attesta su 371 litri per ogni watt consumato. Una efficienza di tutto rispetto. Considerandola da un altro punto di vista, e appurato che il costo della pompa di listino è pari a 274,30 euro, possiamo parlare di una efficienza economica pari a 47 litri di movimento per ogni euro speso. Ovviamente il prezzo su strada è inferiore e quindi l’efficienza per euro sarà comunque un po’ superiore.

Per completezza e per dare una idea di cosa si possa trovare in giro possiamo prendere a paragone la sorella 6205 da 22.000 l/h e 48w di consumo, che mostra quindi una efficienza di 458 litri per watt, e, avendo un costo pari a 436,60 euro, una efficienza economica pari a 50 litri per euro.
Se invece andiamo a confrontare la sua più diretta avversaria, e quindi l’Ecotech Marine Vortech mp40, che riporta dei dati pari a 13.000 l/h ed un consumo di 28 watt, quindi una efficienza maggiore e pari a 464 litri per watt, dovuta all’impiego del motore a trascinamento magnetico, ma del confronto fra le due pompe avremo modo di riparlarne più avanti.

L’efficienza economica non è invece facilmente quantificabile se non prendendo in considerazione anche un multicontroller per le Tunze Stream, che sarà via via più economico al crescere delle pompe collegate, perché un multicontroller può essere collegato fino a quattro pompe mentre nelle vortech il controller è integrato in ogni singola pompa.

Nella mia configurazione io confronto 2 6105 con il nuovo multicontroller 7096, per un costo di listino pari a 687 euro, mentre le 2 vortech mp40 avrebbero un costo di 439 euro cadauna e quindi 878 euro. Quindi in un caso l’efficienza economica sarebbe pari a 38 litri per euro (tunze) e dall’altra 30 litri per euro (Ecotech Marine).

Anche se, vista l’estrema differenza fra i due prodotti l’efficienza economica è forse l’ultimo parametro interessante di cui tenere conto.


Nella foto in alto vedete in rapida sequenza le due pompe nel mio acquario. E’ chiaro come la Vortech MP40 abbia un minore ingombro in acqua.

Le due Tunze Stream 6105 sono in funzione nel mio acquario da ormai 7 mesi, un tempo che ritengo assolutamente fondamentale per capire e conoscere profondamente un qualsiasi equipaggiamento per acquari, e probabilmente non solo.

Le pompe Stream sono sempre state sinonimo di affidabilità, e sin da quando mi sono affacciato nel mondo del marino sin dal 2001, mi sono sempre sentito dire che le Tunze erano per sempre, ed allora si parlava delle gloriose 6000 o 6100. Le nuove 6105 da questo punto di vista non fanno eccezione. Si dimostrano longeve e dal funzionamento impeccabile, nessuna delle mie due pompe ha dato segno di alcun cedimento, hanno sempre funzionato a dovere.

Il corpo esterno si presenta sferico in modo da poter essere adattato ad ogni situazione possibile grazie alla calamita fornita in dotazione. Il flusso è garantito da una griglia amovibile posta in testa alle eliche della girante, che ha grosso modo le stesse dimensioni della girante stessa, mentre la presa d’acqua è posta ovunque dietro la griglia, rendendo molto più difficile l’intasamento totale della pompa. Da questo punto di vista ci sono stati grossi passi avanti rispetto alla vecchia serie di Stream 6000/6100, che erano molto più ingombranti e con molte meno prese d’acqua.

Un altro decisivo passo avanti è stata l’adozione della calamita come metodo standard per fissare la pompa al vetro, un metodo rivoluzionario, anche se oggi sembra così terribilmente standard, che ci ha finalmente privato degli agganci fissi da inserire a bordo vetro, dandoci fra l’altro una semplicità ed una libertà di posizionamento allora sconosciuta. Certo affermarlo ora sembra inutile, ma credo serva anche percorrere la storia di queste pompe da chi, come me, l’ha vissuta in prima persona.

Le 6105 si compongono di un corpo pompa sferico, di un trasformatore 220v/12-24v, e di un potenziometro meccanico che ci permette di impostare la potenza della pompa fra 3.000 e 13.000 litri per ora, di un magnete di tenuta in due parti, uno da inserire esternamente al vetro ed uno interno su cui sono inseriti quattro piedini azzurri, denominati silent block, che fanno da collegamento fra il portapompa ed il magnete con il preciso compito di smorzare le vibrazioni, compito che mi permetto di dire, assolvono in maniera egregia.

Come abbiamo già avuto modo di anticipare, e siccome parafrasando una antica pubblicità, la potenza è nulla senza controllo, ho accompagnato le due pompe con il nuovo multicontroller 7096 a quattro canali, che si distingue dal precedente 7095, per essere totalmente e solamente controllabile da pc tramite un cavo usb, con un numero maggiore di programmi e di personalizzazioni, mentre il dispositivo fisico è ora molto più piccolo, e presenta il solo pulsante per la pausa per l’alimentazione dei pesci, che agisce spegnendo le pompe per un determinato intervallo di tempo impostabile dall’utente. Inoltre il multicontroller ha a corredo una led ultraluminoso bianco che agisce come luce lunare comprensiva di misuratore di intensità luminosa, che permette di impostare un abbassamento della portata delle pompe notturna, quando registra un calo della luminosità. Ma vedremo poi tutti i dettagli del multicontroller.

Ho effettuato per queste pompe le due sole misurazioni che avrei potuto fare, una relativa al rumore ed una relativa al consumo.

Il valore registrato dal fonometro è stato identico sia a pompe accese che spente, posto infatti ad un metro ha sempre rilvato un valore oscillante fra 40 e 40,5dB, ponendo queste pompe al vertice della categoria per quello che riguarda il rumore creato, dato che il valore registrato senza pompa in funzione era… lo stesso.

La rilevazione invece del consumo istantaneo è invece più complicato.

Per poter misurare il consumo mi sono dotato di una pinza amperometrica che ha misurato una corrente pari a 0,072 A al regime minimo delle Stream e 0,156 A al massimo della potenza. Purtroppo però non è stato possibile rilevare il cosfi che in questo particolare caso ritengo attorno ad un valore di 0,8, quindi il calcolo della corrente assorbita e quindi della potenza risulta essere il seguente:

Pompa Stream 6105, motore al minimo con portata 3.000 l/h: 0,072A x 220 V x 0,8 (cosfi) = 12,67 watt

Pompa Stream 6105, motore al massimo con portata 13.000 l/h: 0,156A x 220 V x 0,8 (cosfi) = 27,45 watt

Leggermente maggiore di quanto dichiarato da Tunze, ma non potendo misurare lo sfasamento, il valore sarà utile solo come confronto con altre pompe misurate nello stesso identico modo.

Le pompe si sono dimostrate come abbiamo detto molto affidabili, il flusso è ben bilanciato ed appare molto ben distribuito, anche se in presenza di sabbia fine sul fondo tende a spostare la sabbia posta dalla parte opposta se la si utilizza a forti portate. Il funzionamento è estremamente silenzioso come si può vedere dalle misurazioni strumentali fatte, anche se si avverte il rumore del motore elettrico quando si prova a farle funzionare in maniera sincrona con un tempo di onda molto basso, nell’ordine di 1 o 2 secondi.

Una differenza in negativo rispetto alle vecchie stream 6000/6100 è il fatto che non è più presente il fischio d’allarme che emetteva la pompa allorquando si trovava con la girante bloccata per qualsiasi motivo, e che era molto utile per intervenire in tempo, oggi è necessario prestare un occhio alle pompe per verificarne il loro perfetto funzionamento.

A parte questo sono praticamente inudibili come abbiamo detto, e non trasmettono vibrazioni avvertibili al vetro, i piedini “silent block” del caratteristico colore blu evidentemente svolgono ottimamente il loro lavoro.

Il flusso della pompa è abbastanza stretto, anche se più largo di quello che era una volta il flusso generato dalle Stream 6×00, oggi però il confronto è decisamente da farsi con il flusso creato dalla Ecotech Marine Vortech MP-40W, che è enormemente più largo di quello generato dalla 6105.

Per far fronte a questo problema ed allargare il flusso è possibile cambiare la calotta in dotazione con quella della sorella più grande, la 6205 come si può vedere in fotografia.

La superficie della calotta originale misura approssimativamente 16,6 cm quadrati, mentre la superficie della calotta della 6205 misura 27,3 cm quadrati, un incremento quindi della superficie pari al 64%, ed un flusso quindi che si allarga considerevolmente.

Questo porta inevitabilmente ad un flusso molto più allargato, anche se non al livello delle Vortech, ma sicuramente più potente. Limitandoci al confronto fra le due calotte, si percepisce anche a vista una diminuzione della portata ed una sua maggior dolcezza. Nella mia vasca ormai piena di coralli duri devo dire che con la calotta originale devo quasi abbassare la portata perché il flusso è decisamente esagerato, mentre con la calotta più larga posso tenere il flusso al massimo pur avendo una ottima circolazione dell’acqua.

Ricordo che la mia vasca misura 130x60x50h cm, non proprio piccola.

In nessun caso però le pompe si sono dimostrate insufficienti, il flusso è sempre stato abbondante… a volte pure troppo per il sollevarsi della sabbia dal fondo e la tendenza a rovesciare le nuove talee di corallo.

Un’altra differenza fra le due calotte, è la presenza della griglia di sicurezza prevista nella calotta originale, che se utilizzata tende leggermente a ridurre il flusso.

Il magnete a corredo è sufficiente per posizionare la pompa su vasche che abbiano vetri sino a 19 mm, anche se in verità visto il crescente problema del costo del neodimio (leggi articolo in merito), in futuro verranno vendute con un magnete più piccolo che ne assicuri la tenuta su vetri di massimo 15 mm. Visto che le mie pompe hanno ancora i vecchi magneti… vi faccio vedere le foto…

Da notare i quattro piccoli gommini posti a protezione del vetro, e che sono inseriti in entrambi i magneti.

Il retro del magnete presumo rimarrà identico, e posso assicurarvi che la dicitura “very strong magnet” è assolutamente veritiera… se vi si dovessero attaccare fuori dall’acqua non sarà semplice dividerli.

La pompa si compone di un alimentatore a 24v, il corpo pompa ed un connettore multipolare che serve per connettere l’alimentatore ed il corpo pompa, e che poi presenta un connettore per collegare il multicontroller (od un semplice controller).

Sul connettore è presente un piccolo potenziometro bianco che serve a modulare la portata della pompa fra 3.000 e 13.000 litri/ora in maniera grossolana, utile se la pompa non viene utilizzata assieme ad un controller.

Le pompe sono compatibili con praticamente tutti i controller Tunze passati e presenti, ma io ho scelto di acquistare il multicontroller 7096, l’ultimo modello presentato da Tunze, la cui particolarità è quello di essere estremamente piccolo, di avere solo il pulsante per la somministrazione del cibo ed un connettore USB per collegarlo al PC ed impostarlo tramite un programma in dotazione. Nella confezione è anche presente un cavo USB da 5 metri per agevolarne la connessione al computer.

Nella foto vediamo l’interno del mobiletto che ho a fianco dell’acquario dove ho messo il multicontroller, e la scatola che racchiude i trasformatori.

I led verdi che si vedono nel controller individuano le pompe attualmente in funzione.

Il programma che gestisce il controller è fornito sia in versione Windows che MacOSX, una finezza estremamente gradita, e non sempre riscontrabile nel settore comunque limitato dei controller per acquari.

Sopra potete vedere l’interfaccia del programma, che sebbene sia in versione Mac si presenta identica anche in versione Windows.

Quella che è riportata è l’impostazione che usato negli ultimi 3 mesi. Esistono 3 modalità diverse, pulse only, interval e sequential, e con l’ultimo aggiornamento firmware (purtroppo non ancora uscito per Mac) anche la gloriosa modalità interval 2, cioè funzionamento ad impulsi, funzionamento a pompe intervallate e funzionamento in sequenza con pompe sovrapponibili, infine l’ultimo è una modalita con pompe intervallate ma in cui quelle facenti parte del secondo gruppo girano comunque al minimo.

Nel gruppo power control invece si indicano le potenze delle singole pompe, dal minimo al massimo, l’intervallo di pulsazione, l’attivazione in sequenza  o le correnti casuali a seconda di come abbiamo scelto l’impostazione in mode.

Nel gruppo options si può gestire il tempo per la somministrazione del cibo, cioè per quanto tempo le pompe si debbano fermare con la pressione del tasto food timer, poi l’attivazione o meno del led notturno, la possibilità di avere l’abbassamento notturno della portata delle pompe in accordo a quanto misurato dal sensore di luminosità fornito, e l’utilissima funzione burrasca (storm cycle) che ad ogni intervallo previsto (da me 8 ore) porta tutte le pompe al massimo per quindici minuti per movimentare il sedimento posizionato sulle rocce.

Poi ovviamente è presente anche la modalità per far funzionare il sistema wave.

Il controller risulta estremamente valido ed ottimamente configurabile, ovviamente è necessario l’uso di un computer per poterlo configurare, ma una volta configurato abbiamo sotto l’acquario un controller di dimensioni inferiori e con l’unico bottone veramente utile… quello per il dosaggio del cibo.

CONCLUSIONI

Le pompe sono quanto di meglio si possa oggi acquistare sul mercato, sono prodotte da una ditta leader del mercato delle pompe da diversi anni, sono costruite in maniera impeccabile e non hanno nessuna debolezza intrinseca.

Il loro flusso è abbastanza distribuito e largo, ed il multicontroller 7096 presenta notevoli possibilità di personalizzazione.

Sono perfette? Purtroppo no. Se avessimo dovuto rispondere a questa domanda senza conoscere le Vortech, la risposta sarebbe stata… sicuramente si. Ma sul mercato oggi esistono le Vortech… che sono del tutto complementari alle Stream. E le debolezze, per altro veniali, delle une sono i punti di forza delle altre.

L’unico punto debole infatti delle Tunze Stream 6105 è il loro ingombro in vasca, che purtroppo non è diminuibile, e che sfigura certamente a confronto delle Vorteh, come abbiamo già avuto modo di vedere. D’altronde però sono silenziosissime e questo può essere un plus incredibile.

Nel giro di qualche settimana ci sarà la pubblicazione anche della prova sulle Vortech mp40w (leggi la recensione) su DaniReef, dopodiché ci sarà anche un articolo di comparazione diretta, quindi non voglio dilungarmi troppo sul confronto delle due pompe, che sarà sviscerato nell’ultimo articolo della serie.

Le Tunze Stream sono un ottimo acquisto, hanno un flusso modulabile ma molto potente che non ha problemi a prendersi carico di una vasca anche di 130 cm riempita con coralli duri, se però queste siano l’acquisto definitivo rimane una questione personale nella guerra 6105-mp40w.

 


8 commenti on Tunze Stream 6105, Recensione

  1. Bellissimo articolo Dani, veramente ben fatto, completo, ricco di foto… Soprattutto il confronto con altre pompe è sempre il benvenuto! 🙂

    Scrivi di usarne 2, ma in un 300 litri non ne basterebbe una per muovere bene l’acqua? Di Vortech mp40 ne consiglierei una sola… io, e tu?

    Attendo la prova dell’ MP40, per caso già hai il dato fonometrico, magari preso da qualche sito USA?

    • Ciao Raffaele, grazie 🙂

      Diciamo che dipende che animali hai intenzione di allevare, per principio però maggiore è il numero di pompe meglio è, sia per il flusso che per la circolazione dell’acqua. Per i coralli che ho io in questo momento, in prevalenza di coralli duri, due pompe sono assolutamente necessarie, soprattutto per le dinamiche che riescono ad attivare in coppia, che siano tunze o stream (o sicce).

      Io avevo misurato non troppo tempo fa le vortech e le tunze, e postai il risultato su AP ma non ricordo dove… ovviamente perché il paragone sia calzante bisogna comunque misurare tutti i dati al contorno, cosa che farò presto.

      Danilo

  2. Pingback: Tunze Stream 6105 analizzate da Danireef, che altro aggiungere???

  3. Pingback: La nostra recensione delle Ecotech Marine VorTech MP40 : DaniReef – blog sull'acquario marino

  4. carmelo

    Estremamente indeciso su cosa usare nel mio acquario 150×60. vortec o tunze?? Danilo solo tu che le hai provate entrambe puoi consigliarmi al meglio. Xke io dei negozianti non mi fido… 😀 fammi sapere. ciaooo

    • Ciao Carmelo, è davvero molto difficile dirlo. Sono entrambe delle ottime pompe, dipende da quali siano le tue priorità. Le vortech sono piu belle in vasca perché meno visibili almeno per me, il flusso è veramente ottimo, ma sono rumorose e non così affidabili come le stream, che per altro hanno anch’esse un ottimo flusso, sebbene meno ampio ma piu profondo. Inoltre le vortech costano di più… Temo di averti confuso ancora di più 🙂
      Danilo

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.